La porta del tempo

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Le classi prime di scuola Secondaria di I grado del plesso “Centrale” dell'Istituto Comprensivo Statale "Alessio Narbone" hanno varcato la porta del tempo per ritrovarsi in un meraviglioso ambiente del primo ventennio del 1900! Un turbinio di suggestioni nell'aria ha piacevolmente emozionato i partecipanti suggerendo favolose realtà ancora oggi felicemente sopravvissute. Claudio Fragapane

Grazie al prof. Giuseppe Ricci, il quale si è occupato dell'organizzazione dell'evento, le prime dei corsi B, C, D ed E, giorno 12 febbraio 2018, hanno avuto il pregio di fruire e poter essere investiti da forti ed edificanti emozioni, visitando  il Museo dell'Opera dei Pupi di Via dei Verdumai, 1 a Caltagirone.
Il museo espone:
- alcuni dei pupi facenti parte di una prestigiosa collezione privata di circa 150 esemplari, di cui 120 del periodo tra il 1918 e il 1920;
- armature di vari metalli, con i quali è possibile ricostruire parte del minuzioso lavoro dei pupari;
- scenari e costumi d'epoca;
- meravigliosi cartelloni d'epoca dipinti sulla carta che in quel periodo veniva usata per avvolgere il pesce.
Hanno avuto il piacere di accompagnare gli alunni in questa esperienza viva oltre il tempo i docenti Liliana Alberghina, Marina Aricò, Giulia Barletta, Concetta Casciana Iudice, Claudio Fragapane, Giacoma La Porta, Giuseppe Ricci.
Tra le 8:30 e le 10:15 la magia del tempo ritrovato ha permesso che alunni e docenti assistessero, totalmente immersi in quella prodigiosa atmosfera da sogno in cui tradizione siciliana e cultura calatina hanno preso vita intatte come un secolo fa, ad una curata rappresentazione a loro dedicata dello spettacolo intitolato “La morte di Orlando”, composto da 5 suggestive scene, magistralmente messe in scena da Eugenio Piazza, coadiuvato dai manovratori Giuseppe Piazza e Michele Piazza.
Allo spettacolo è stata premessa da Eugenio Piazza con passione traboccante e non senza una certa luccicante vena nostalgica la storia del Teatro Stabile dell'opera dei pupi, sorto, all'inizio del difficile periodo storico del primo dopoguerra, nel 1918.
Il teatrino è stato restaurato e riaperto nel 1992, dopo la chiusura negli anni '80, grazie all'intervento di privati e dei proprietari della collezione.
Il teatro dei pupi è sorto in Sicilia all'inizio del XIX sec. riscuotendo enorme successo fra le classi dei lavoratori. È un esempio di Teatro epico-popolare.
L'UNESCO ha proclamato nel 2001 e inserito nel 2008 il teatro delle marionette siciliano (così detto impropriamente in quanto le marionette sono mosse da fili, mentre i pupi siciliani sono mossi da aste di metallo), conosciuto come Opera dei pupi, all'interno del Patrimonio Orale e Immateriale dell'umanità. È stato il primo patrimonio italiano inserito in questa lista.
I pupi sono meraviglie artigiane di tradizione siciliana.
Sono state nominate le differenze fondamentali delle due scuole di maestri pupari della Sicilia: la scuola catanese e quella palermitana.
Entrambe le scuole sono state condotte a livello familiare e tali sono tutt'oggi.
Le storie raccontate sono spesso improvvisate e raccolte in canovacci antichi. Ma i pupari spesso imparavano a memoria i testi letterari della Letteratura cavalleresca medievale e dei poemi italiani del Rinascimento, che fungevano da base da cui traevano le storie tessendo spesso trame nuove e ricche di sfumature sempre diverse.
I pupi del teatrino calatino appartengono alla scuola pupara catanese. Le differenze fra le due scuole sono tante e notevoli, colpisce maggiormente e salterebbe immediatamente all'occhio a chi li confrontasse, che i pupi della scuola catanese siano più alti e pesanti di quelli della scuola palermitana. Ma le differenze più importanti si registrano nella tecnica di fattura e costruzione al fine di agevolare i movimenti del pupo. Nella motilità delle gambe e nella bravura della pittura del volto e dell'espressione che il puparo riesce ad imprimere al pupo.
Uscendo dal luogo della traslazione temporale siamo ritornati alla vita di tutti i giorni, carichi di suggestioni e stimoli, con ancora negli occhi, nella mente e nel cuore il pathos sprigionante dalle azioni dei pupi sulla scena, nelle orecchie il rumore cadenzato delle spade contro le armature, fra le vive voci degli alunni impegnati a commentare fra loro con occhi sbarrati e quelle espressioni facciali che desideriamo vedere sempre nei loro volti pieni di vita e gioia. Claudio Fragapane

 

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Responsabile del sito Prof. Daniele La Delia

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